Racconto: All-inclusive
-Scusami Dario.
L'uomo si voltò e si trovò di fronte una signora sulla sessantina decisamente sovrappeso; la donna era intenta a mangiare da un piatto debordante di cibo.
-Mi dica pure.
Erano le venti e la sala da pranzo trasudava di fermento: ospiti e camerieri si susseguono in una spasmodica caccia alla libagione, esaltati dalla promessa dell'all-inclusive senza limiti.
-Ieri, io e mio marito siamo stati all'accampamento beduino con l'escursione e mi si è impressa una parola che non ho capito.
La donna continuò a portarsi la forchetta alla bocca, inframezzando parole alla masticazione.
-Sharzalla. Che cosa vuol dire?
Dario si accigliò per un attimo.
-Chi ve ne ha parlato, se posso chiederlo?
-Un ragazzino all'accampamento ci ha guardato e lo ha ripetuto in modo ossessivo, per quattro o cinque volte.
A quelle parole si aprì un sorriso sul volto del giovane animatore: -Allora è tutto chiaro. Vedete Sharzalla è una sorta di babau delle zone desertiche egiziane, uno spirito che soggiorna nelle oasi e offre assistenza e cibo alla carovane di passaggio.
-Una sorta di spirito benigno?
-Mica tanto, visto che in cambio si mangia una persona viva.
Dario pronunciò l'ultima frase parodiando l'apparizione di un mostro.
La signora scoppiò in una risata convulsa facendo cadere sul tavolo pezzi di cibo.
-Ora però signora la devo lasciare, ma le auguro un buon proseguimento di vacanze al Green Oasis Village, il migliore di Marsa Alam.
Detto questo, Dario salutò e si diresse verso la reception; il concierge guardò l'animatore formulando una domanda inespressa.
-Quelli della camera 703.
Sul volto dell'uomo, un egiziano dall'età indefinibile, si formò uno strano sorriso.
L'uomo si voltò e si trovò di fronte una signora sulla sessantina decisamente sovrappeso; la donna era intenta a mangiare da un piatto debordante di cibo.
-Mi dica pure.
Erano le venti e la sala da pranzo trasudava di fermento: ospiti e camerieri si susseguono in una spasmodica caccia alla libagione, esaltati dalla promessa dell'all-inclusive senza limiti.
-Ieri, io e mio marito siamo stati all'accampamento beduino con l'escursione e mi si è impressa una parola che non ho capito.
La donna continuò a portarsi la forchetta alla bocca, inframezzando parole alla masticazione.
-Sharzalla. Che cosa vuol dire?
Dario si accigliò per un attimo.
-Chi ve ne ha parlato, se posso chiederlo?
-Un ragazzino all'accampamento ci ha guardato e lo ha ripetuto in modo ossessivo, per quattro o cinque volte.
A quelle parole si aprì un sorriso sul volto del giovane animatore: -Allora è tutto chiaro. Vedete Sharzalla è una sorta di babau delle zone desertiche egiziane, uno spirito che soggiorna nelle oasi e offre assistenza e cibo alla carovane di passaggio.
-Una sorta di spirito benigno?
-Mica tanto, visto che in cambio si mangia una persona viva.
Dario pronunciò l'ultima frase parodiando l'apparizione di un mostro.
La signora scoppiò in una risata convulsa facendo cadere sul tavolo pezzi di cibo.
-Ora però signora la devo lasciare, ma le auguro un buon proseguimento di vacanze al Green Oasis Village, il migliore di Marsa Alam.
Detto questo, Dario salutò e si diresse verso la reception; il concierge guardò l'animatore formulando una domanda inespressa.
-Quelli della camera 703.
Sul volto dell'uomo, un egiziano dall'età indefinibile, si formò uno strano sorriso.
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