Racconto: Vuoi il sangue?

-Dai, gran bastarda, dammi qualcosa…
L’uomo picchia con violenza sulla macchinetta del video-poker, producendo un frastuono metallico.
Resosi conto del rumore, si guarda attorno in attesa della comparsa del gestore.
Ma non accade.
Il locale sembra vuoto: nessun’altro avventore, solo lui circondato dal cicalare continuo di leds e displays.
Rinfrancato, l’uomo continua le sue operazioni, un susseguirsi di mettere monete e premere pulsanti.
-PORCA TROIA!
Adesso l’urlo è veemente, rinfrancato dalla solitudine.
La rabbia aumenta, così come diminuisce l’arresto dei freni inibitori.
-Macchinetta di mmerda…si può sapere cosa vuoi da me?
Un altro pugno sui leds.
-Ti ho dato tutto…tutto quello che avevo…
Un secondo colpo, ancora più forte.
-Vuoi il sangue, adesso? Vuoi il mio sangue?
-Perchè no?
La risposta proveniente dalla macchinetta è metallica e gracchiante, artificiale, ma con una nota ironica sottesa.
L’uomo si paralizza dalla sorpresa, mentre le pulsantiere si deformano in ganci che gli immobilizzano le mani.
A quel punto il panico si fa strada come uno Tsunami cancellando tutto il resto, anche l’assurda incredulità della situazine.
Ma scappare è impossibile e quello è solo l’inizio.
La slot-machine si altera oltre i normali servo-meccanismi: si apre fino a creare una bocca stilizzata, dotata di mandibola e denti.
L’uomo non può fare a meno di urlare, mentre le mascelle si chiudono cominciando a masticare.
Poi il silenzio.
Interrotto da un prolungato rutto metallico.

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