Racconto: Solo pace.
Karl
terminò l'incantesimo e la parete esplose; il sottile diaframma di
pietra si polverizzò lasciando al suo posto uno stretto budello
scavato nella roccia.
Il
giovane uomo si trascinò avanti, il solo muoversi una tortura per le
miriadi di ferite, comunque continuò finché una luce in fondo al
tunnel riaccese la speranza e lo spronò a accelerare l'andatura.
Il
cunicolo terminò e si aprì sull'esterno: una lussureggiante foresta
illuminata da una meraviglioso sole estivo.
Kurt
fece gli ultimi passi quasi in trance mistica, il volto deformato
dallo stupore.
Alla
fine l'uomo giunse all'aria aperta, ma non ebbe nemmeno il tempo di
guardarsi attorno che fu subito investito da una pioggia di frecce.
Kurt
cadde al suolo e con l'ultimo alito di vita vide tre figure poco
lontane.
Il
demone guardò il corpo e si limitò a dire: - Ogni tanto qualcuno
continua ancora a provarci, ma per fortuna gli allarmi funzionano
ancora bene.
L'elfa
annuì: -Già gli umani sono ostinati, lo sono sempre stati, dominati
come sono dalle loro paure.
Il
centauro invece sorrise: - Per nostra fortuna è così... E quando,
unendo le capacità magiche dei nostri popoli, gli abbiamo ingannati
facendogli credere che il mondo fosse diventato inabitabile, il
terrore ha preso il sopravvento.
Il
demone sghignazzò: - Si sono rintanati nelle profondità della terra
per salvarsi.
L'elfa
fu l'ultima a replicare: -E così deve rimanere. Perché sono una
razza violenta, bellicosa... E da quando non ci sono più, qui c'è
solo pace.
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