Racconto: Sei come me!

La parete semplicemente esplode in una miriade microscopica di frammenti, lasciando dietro di sé una traccia di pulviscolo.
-Dove sei, bastardo?
Le parole ringhiate di un animale ferito provengono da una figura imponente che si staglia nella voragine creata nel muro: due metri di muscoli avvolti in una tuta di colore blu con tinte rosse, sporca e lacera.
-Perché l'hai fatto maledetto? Perché?
Dall'altra parte della stanza, un uomo calvo sulla cinquantina è seduto dietro la scrivania di un ufficio sontuoso, tronfio di potere.
-Se ti riferisci all'aver fatto violentare e uccidere tua moglie e la tua figlioletta da un gruppo di miei tirapiedi, volevo ribadire una questione di principio.
-Cosa?!?
Il gigante comincia a avanzare nella stanza, le braccia protese e gli occhi trasformati in due meteore rosso fuoco.
-Loro erano innocenti, maledetto. Ma adesso ti farò sputare tutto il sangue che hai corpo.
-Come hai fatto con i miei uomini?
-No, loro li ho uccisi lentamente; con te mi prenderò tutto il tempo che serve.
L'uomo sorride, nonostante le minacce della figura terrificante che ha di fronte.
-Ho due obbiezioni alla tua affermazione.
-E sarebbero?
-La prima è che sono tecnicamente morto: metastasi inoperabili sparse in tutti gli organi, due mesi di vita al massimo... puoi controllare con la tua super-vista.
E' il turno del gigante di sorridere.
-Ma questo non mi impedirà di farti soffrire come un cane.
-Tu non capisci, ma non mi sorprende: è sempre stato un tuo difetto, poca visione di prospettiva. Quando ho capito di non avere alcuna speranza, ho utilizzato tutti i miei soldi e le mie conoscenze per scoprire la tua identità e poi ho mandato i miei uomini a casa tua sicuro che li avresti trovati e fatti parlare.
Ormai il gigante è vicinissimo.
-Come hai potuto, ma pagherai, eccome se la pagherai...
-Ma veniamo al secondo punto, continua l'uomo, appena sei entrato in quel modo ultra-teatrale, ho ingerito un veleno a effetto ritardato unito a un anestetico molto potente. Ora il mio corpo è privo di sensibilità.
Il gigante colpisce la scrivania spaccandola in due sotto gli occhi del calvo che scuote il capo.
-Patetico e prevedibile, come immaginavo. Non sei un super-eroe, ma solo un uomo con dei super-poteri e da tale hai reagito. Ora posso crepare contento... Non sei migliore di me.

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