Racconto: Stupor Mundi
Dagli anfratti dei miei archivi recupero un mio vecchio racconto...fermo lì...taglio, cucio cambio qualcosa e lui torna fuori...vecchio e nuovo al tempo stesso.
Stupor mundi, nell'antico impero romano si definiva con queste parole un generale o un grande comandante al suo ritorno nella capitale dopo una campagna militare portata a termine con successo fuori i confini.
Veniva portato in trionfo attraverso le strade dell'Urbe tra le genti in festa e adoranti; infine i maggiorenti della città gli conferivano onori senza pari.
Uno dei più famosi Stupor mundi fu Caio Giulio Cesare e, in epoca medievale, fu attribuito a Federico 2° del Sacro Romano Impero.
Oggi, quattordici giugno del duemiladiciotto, ho deciso di regalare al mondo il mio stupore.
Forse il mio dono non sarà compreso fino in fondo all'inizio: sarò odiato, bistrattato, perseguitato.
Ma di una cosa sono sicurissimo: il mondo cambierà per sempre.
E' un dato di fatto.
Atreus.
-Dimmi che l'hai trovato.
Le parole pronunciate con un marcato accento siciliano ricevono solo silenzio come risposta.
-Allora?
Il tono adesso è perentorio, secco, ma quasi sussurrato nell'autorevolezza.
Michele, trentaquattro anni di cui la maggior parte passati dentro e fuori la galera, guarda il furibondo uomo sulla sessantina davanti a lui e non riesce a trattenere un brivido.
Cazzo, in vita mia ne ho ammazzati tanti e credo di aver sviluppato un bel pelo sullo stomaco, ma riesce a mettermi sempre paura...
-Don Salvatore, i tecnici dicono che il nostro uomo usa un router che...
Una mano sollevata arresta Michele a metà della frase.
-Parla chiaro, che così non capisco una minchia!
L'unica altra persona che si era rivolta a Michele con una tale mancanza di rispetto, si era poi ritrovata con un coltello piantato nella milza.
Ma questa volta Michele non può, anzi non vuole reagire.
Piegato da se stesso risponde semplicemente: -In parole povere dicono che è troppo bravo, che si nasconde troppo bene.
-Aumenta la taglia.
-Mah...
-Ho detto di aumentare la taglia.
Ancora quel tono che non ammetteva repliche.
E non lo fece, limitandosi ad annuire.
-Si può sapere come funziona?
La domanda è posta senza arroganza o rabbia, ma con la stessa candida ignoranza di un cliente che chieda informazioni su una lavatrice dentro un supermercato.
Sono però le tre di notte in un freddissima Bologna di metà Dicembre: nessuno in giro in quel vicoletto dietro Piazza Maggiore a due passi dal Nettuno; solo la condensa vaporosa dei loro respiri.
-In realtà è molto semplice.
Marco tira fuori dalle tasche del giubbotto un tubetto di plastica lungo tre centimetri.
-Hai mai comprato dei granuli omeopatici in farmacia?
Il ragazzotto scuote il capo intirizzito, mentre Marco lo guarda per l'ennesima volta negli occhi pensando: Il classico studentello fuori sede in cerca di emozioni forti...ma chi se ne frega, basta che paghi.
-Devi ruotare il cappuccio in cima e far scendere i granuli uno alla volta senza toccarli e metterli sotto la lingua.
-La dose quant'è di solito?
-Un granulo, al massimo due.
-Sennò?
Ecco la solita domanda scema.
-Potrebbe farti male.
-Signor ministro qual'è la situazione nella lotta all'uso dello stupor mundi?
-Non le nascondo che la situazione si è decisamente aggravata negli ultimi cinque anni. Lo stupor mundi si è dimostrato uno stupefacente ancora più subdolo degli altri con cui abbiamo avuto a che fare nel passato; il fatto poi che sia facile da produrre anche dai privati a basso costo e senza effetti fisici debilitanti apparenti ha reso possibile la sua diffusione a macchia d'olio su tutto il pianeta.
-Ma questo non era di fatto uno degli intenti dell'hacker-chimico denominato Atreus, quando ha divulgato la formula nel web: produrre una droga che stroncasse il traffico di sostanze stupefacenti.
-Sicuramente le maggiori organizzazioni criminali mondiali hanno subito un danno fortissimo per la perdita di un mercato così vasto e molti paesi del terzo mondo hanno di fatto migliorato la situazione delle loro coltivazioni; ma Atreus si è ai tempi dimenticato di informare il mondo di un piccolo particolare.
-Si riferisce agli effetti dell'overdose da stupor mundi?
-Esattamente.
La macchina corre a tutta velocità sulla corsia di sorpasso della tangenziale sfiorando i centosessanta chilometri orari su un limite di appena novanta, ma va tutto bene.
L'automobile, una Golf ultimo modello, risponde a ogni mia minima sollecitazione sul volante, il motore canta come un usignolo senza mai scartare e le gomme tengono la strada in maniera perfetta.
Va tutto benissimo, io vado benissimo.
L'unico problema è dato dagli altri automobilisti: troppo lenti, semplicemente inadeguati a trovarsi davanti a me; un mero intralcio alla mia corsa perfetta.
Zigzagare tra queste lumache è diventata l'unica soluzione possibile.
I corpi sono allineati in fila in una stanza asettica e incolore: ognuno adagiato su un lettino, ognuno coperto con lenzuolo bianco.
-Quanti questa volta De Maria?
Il medico legale guarda il commissario scuotendo il capo.
-Otto e, in tasca di quello che ha provocato l'incidente, ho trovato questo.
L'uomo mostra un tubetto di pochi centimetri.
-Stupor mundi, l'ultima droga psicotropa umorale.
-Già. Ti spari questa nel cervello e un delirante ottimismo ti pervade, l'autolesionistica certezza che tutto andrà bene...se poi raggiungi l'overdose anche l'impossibile.
-E' mai possibile che questi stronzi, quando muoiono, debbano portare con sé sempre tanta gente che non centra.
Il commissario non dice nulla continuando a osservare in silenzio la lunga fila di corpi.
Ho cambiato il mondo e non me ne vergogno.
In poco tempo sono riuscito a fare quello che i governi mondiali in decenni stentavano (se mai ne hanno avuto intenzione) a fare.
Paesi del terzo mondo, le cui economie erano esclusivamente dedite alle coltivazioni dell'oppio, forse adesso possono sperare di guardare a qualcos'altro.
Le organizzazioni criminali hanno avuto un danno incalcolabile e hanno visto mancare un introito nelle loro casse spaventoso.
Alcuni diranno che ho diffuso su larga scala una droga che rischia di essere, a livello sociale, ancora più virulenta della peste bubbonica nei secoli andati.
Non lo so e non mi interessa; mi proponevo di cambiare il mondo e così è stato.
E' innegabile.
Non vi piace il mio regalo?
Vi rimane sempre una soluzione: quella di non farvi.
E sarà una scelta vostra e solo vostra.
La mia parte nel gioco è finita.
Atreus
Stupor mundi, nell'antico impero romano si definiva con queste parole un generale o un grande comandante al suo ritorno nella capitale dopo una campagna militare portata a termine con successo fuori i confini.
Veniva portato in trionfo attraverso le strade dell'Urbe tra le genti in festa e adoranti; infine i maggiorenti della città gli conferivano onori senza pari.
Uno dei più famosi Stupor mundi fu Caio Giulio Cesare e, in epoca medievale, fu attribuito a Federico 2° del Sacro Romano Impero.
Oggi, quattordici giugno del duemiladiciotto, ho deciso di regalare al mondo il mio stupore.
Forse il mio dono non sarà compreso fino in fondo all'inizio: sarò odiato, bistrattato, perseguitato.
Ma di una cosa sono sicurissimo: il mondo cambierà per sempre.
E' un dato di fatto.
Atreus.
-Dimmi che l'hai trovato.
Le parole pronunciate con un marcato accento siciliano ricevono solo silenzio come risposta.
-Allora?
Il tono adesso è perentorio, secco, ma quasi sussurrato nell'autorevolezza.
Michele, trentaquattro anni di cui la maggior parte passati dentro e fuori la galera, guarda il furibondo uomo sulla sessantina davanti a lui e non riesce a trattenere un brivido.
Cazzo, in vita mia ne ho ammazzati tanti e credo di aver sviluppato un bel pelo sullo stomaco, ma riesce a mettermi sempre paura...
-Don Salvatore, i tecnici dicono che il nostro uomo usa un router che...
Una mano sollevata arresta Michele a metà della frase.
-Parla chiaro, che così non capisco una minchia!
L'unica altra persona che si era rivolta a Michele con una tale mancanza di rispetto, si era poi ritrovata con un coltello piantato nella milza.
Ma questa volta Michele non può, anzi non vuole reagire.
Piegato da se stesso risponde semplicemente: -In parole povere dicono che è troppo bravo, che si nasconde troppo bene.
-Aumenta la taglia.
-Mah...
-Ho detto di aumentare la taglia.
Ancora quel tono che non ammetteva repliche.
E non lo fece, limitandosi ad annuire.
-Si può sapere come funziona?
La domanda è posta senza arroganza o rabbia, ma con la stessa candida ignoranza di un cliente che chieda informazioni su una lavatrice dentro un supermercato.
Sono però le tre di notte in un freddissima Bologna di metà Dicembre: nessuno in giro in quel vicoletto dietro Piazza Maggiore a due passi dal Nettuno; solo la condensa vaporosa dei loro respiri.
-In realtà è molto semplice.
Marco tira fuori dalle tasche del giubbotto un tubetto di plastica lungo tre centimetri.
-Hai mai comprato dei granuli omeopatici in farmacia?
Il ragazzotto scuote il capo intirizzito, mentre Marco lo guarda per l'ennesima volta negli occhi pensando: Il classico studentello fuori sede in cerca di emozioni forti...ma chi se ne frega, basta che paghi.
-Devi ruotare il cappuccio in cima e far scendere i granuli uno alla volta senza toccarli e metterli sotto la lingua.
-La dose quant'è di solito?
-Un granulo, al massimo due.
-Sennò?
Ecco la solita domanda scema.
-Potrebbe farti male.
-Signor ministro qual'è la situazione nella lotta all'uso dello stupor mundi?
-Non le nascondo che la situazione si è decisamente aggravata negli ultimi cinque anni. Lo stupor mundi si è dimostrato uno stupefacente ancora più subdolo degli altri con cui abbiamo avuto a che fare nel passato; il fatto poi che sia facile da produrre anche dai privati a basso costo e senza effetti fisici debilitanti apparenti ha reso possibile la sua diffusione a macchia d'olio su tutto il pianeta.
-Ma questo non era di fatto uno degli intenti dell'hacker-chimico denominato Atreus, quando ha divulgato la formula nel web: produrre una droga che stroncasse il traffico di sostanze stupefacenti.
-Sicuramente le maggiori organizzazioni criminali mondiali hanno subito un danno fortissimo per la perdita di un mercato così vasto e molti paesi del terzo mondo hanno di fatto migliorato la situazione delle loro coltivazioni; ma Atreus si è ai tempi dimenticato di informare il mondo di un piccolo particolare.
-Si riferisce agli effetti dell'overdose da stupor mundi?
-Esattamente.
La macchina corre a tutta velocità sulla corsia di sorpasso della tangenziale sfiorando i centosessanta chilometri orari su un limite di appena novanta, ma va tutto bene.
L'automobile, una Golf ultimo modello, risponde a ogni mia minima sollecitazione sul volante, il motore canta come un usignolo senza mai scartare e le gomme tengono la strada in maniera perfetta.
Va tutto benissimo, io vado benissimo.
L'unico problema è dato dagli altri automobilisti: troppo lenti, semplicemente inadeguati a trovarsi davanti a me; un mero intralcio alla mia corsa perfetta.
Zigzagare tra queste lumache è diventata l'unica soluzione possibile.
I corpi sono allineati in fila in una stanza asettica e incolore: ognuno adagiato su un lettino, ognuno coperto con lenzuolo bianco.
-Quanti questa volta De Maria?
Il medico legale guarda il commissario scuotendo il capo.
-Otto e, in tasca di quello che ha provocato l'incidente, ho trovato questo.
L'uomo mostra un tubetto di pochi centimetri.
-Stupor mundi, l'ultima droga psicotropa umorale.
-Già. Ti spari questa nel cervello e un delirante ottimismo ti pervade, l'autolesionistica certezza che tutto andrà bene...se poi raggiungi l'overdose anche l'impossibile.
-E' mai possibile che questi stronzi, quando muoiono, debbano portare con sé sempre tanta gente che non centra.
Il commissario non dice nulla continuando a osservare in silenzio la lunga fila di corpi.
Ho cambiato il mondo e non me ne vergogno.
In poco tempo sono riuscito a fare quello che i governi mondiali in decenni stentavano (se mai ne hanno avuto intenzione) a fare.
Paesi del terzo mondo, le cui economie erano esclusivamente dedite alle coltivazioni dell'oppio, forse adesso possono sperare di guardare a qualcos'altro.
Le organizzazioni criminali hanno avuto un danno incalcolabile e hanno visto mancare un introito nelle loro casse spaventoso.
Alcuni diranno che ho diffuso su larga scala una droga che rischia di essere, a livello sociale, ancora più virulenta della peste bubbonica nei secoli andati.
Non lo so e non mi interessa; mi proponevo di cambiare il mondo e così è stato.
E' innegabile.
Non vi piace il mio regalo?
Vi rimane sempre una soluzione: quella di non farvi.
E sarà una scelta vostra e solo vostra.
La mia parte nel gioco è finita.
Atreus
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